INFEROCITI         GUBBIO

La nostra storia - Visti al San Biagio - Fanzine - Un calcio che non c'è più - Foto - Muro - Chat - Materiale - Link Utlili

FANZINE

anno 0 - numero 2 --- 03/10/2004

P E N S I E R I   D I   C U R V A 

In questa settimana nello spazio "pensieri di Curva" diamo la voce a due elementi che da sempre hanno cuore le sorti del Gubbio ( Clini e Windo ) e che con nostra soddisfazione ci hanno consegnato durante la partita di Gualdo una loro riflessione sulla situazione attuale della tifoseria eugubina.

Invitiamo chiunque voglia seguire il loro esempio a consegnarci le proprie opinioni ai ragazzi del gruppo oppure tramite la nostra casella e-mail che trovate nella sezione contatti ( a pag 4).

La Redazione si impone di non pubblicare riflessioni che riguardano l' aspetto calciofilo e che non c 'entrano nulla con l 'ambiente di curva. Qui si parla di tifo, che è espressione dell' amore incondizionato per la maglia e per la città indipendente dai risultati e dall'avversario

Lasciamo ora la parola a Clini e Windo: riportando integralmente quanto ci è stato consegnato.

"È lodevole, corretto, va stimolato ed aiutato. Ovviamente stiamo parlando del nuovo cammino che si è imposta la curva per il futuro . Chiaramente il cambio generazionale fa parte della vita; figuriamoci se non appartiene ad una tifoseria.

Quello che non capiamo e non comprendiamo è come sia possibile che una passione svanisca. La passione è importante nella vita in qualsiasi direzione . Un uomo senza di essa è, secondo noi, un uomo che conduce una vita quantomeno noiosa.

Ogni persona dovrebbe averne qualcuna;senza di esse la vita è piatta : il tempo è scandito solo dal lavoro, dalla famiglia e dal desiderio di guadagnare il più denaro possibile. Sì, è cosi .

Le passioni costano (a livello economico e a livello umano) ed ancora pensa qualcuno meglio evitarle. Mah…..Peggio per loro .

Ma chi la passione l'ha avuta (in questo caso per il Gubbio) come è possibile che ora non ne abbia più? Essa non può scomparire con l' età, altrimenti vorrebbe dire che era falsa .

Forse può manifestarsi in modi diversi ( magari meno appariscenti ) ma non può venire meno del tutto. Ogni persona ha i suoi gusti , ci mancherebbe.

Noi ci vogliamo rivolgere a quei RAGAZZI che avevano gli stessi nostri ideali e ora li hanno dimenticati : freghiamocene delle polemiche, delle chiacchiere, di chi gioca, di chi non gioca e contro chi si gioca. LE PERSONE PASSANO, IL ROSSOBLU NO

Torniamo quindi in curva insieme grandi e giovani. Torniamo a tifare Gubbio con quei ragazzi che, senza secondi fini, sprecano tempo,denaro e fatica per il Gubbio.

Se una persona è tifosa lo è sempre : sia che si giochi a Novembre con il Sansovino sia che si giochi a Maggio per i play off . Ritroviamoci insieme a incitare il Gubbio,a divertirci e a coltivare quella vecchia passione .

Per ultimo vorremmo fare un piccolo appunto ai Gubbio Supporters : per favore non mandate in pensione il vecchio striscione "Ultra Gubbio" per noi rappresenta la bandiera di innumerevoli battaglie .

Nuovo e vecchio insieme, dunque, per non lasciare mai sola la nostra squadra che - non dimentichiamolo - rappresenta anche la nostra splendida città".

* * * * * * * * * * * * * * * * * * * *

Riproponendoci di tornare quanto prima sull'argomento "striscione", per il momento - come premessa - trascriviamo alcune righe tratte dal libro "A Guardia di una fede" e che raccontano le vicende della fine del Commando Ultrà. Situazioni a prima vista diverse, ma forse non troppo.

 Parlano i ragazzi di "Opposta Fazione"

" … il direttivo del suddetto gruppo ( CUCS ) aveva preferito seguire la logica del "finchè ci sarà una sola persona che porterà lo striscione, ci saremo" che da un lato si può apprezzare, ma che nell'interesse comune non può essere valida |…| ci si era resi ridicoli con alcune tifoserie e sostanzialmente tutti quanti stavamo pensando di fare qualcosa di rimetterci in sesto |…|

Nel giro di due minuti lo striscione del Commando è stato tolto senza che nessuno dei suoi rappresentanti si ribellasse perché non c'era nessuno in grado di potersi ribellare, non c'è stato alcun bisogno di violenza da parte delle persone che hanno compiuto questo atto"

Quelli che avevano fatto parte del Commando non c'erano quel giorno. Le persone che poi si sono fatte avanti lamentando di quello che era successo sono delle persone che avevano visto che grazie a quei ragazzini [ prima hanno detto che il "Commando" era rimasto solo uno striscione di 42 metri con dietro qualche ragazzino ] il gruppo poteva andare avanti e se ne erano andate in tribuna"

Poi si sono rifatti vivi "ma è evidente che era troppo tardi"

L E  R E G O L E   N O N   S C R I T T E

… anche la tribuna Tevere è zeppa di giovani con nel cuore quella che gli inglesi, che ne sono gli inventori, definiscono "Terrace Culture" ( e che in italiano può essere tradotta in "Cultura ultrà" ) quale gioco collettivo violento che non prevede la rissa estemporanea ed individuale, bensì la volontaria contrapposizione di due gruppi che mantengono lo scontro al proprio interno e lo interpretano secondo le proprie regole ". (Valerio Marchi, sociologo autore di "Ultrà : culture giovanili negli stadi d'Europa")

 

Il comportamento della maggioranza dei giovani eugubini che hanno frequentato la curva fino ad un recentissimo passato è rimasto ancora in gran parte ancorato alla vecchia mentalità degli anni '80 : cioè a quei modelli di comportamento in voga nel periodo in cui anche nella nostra città il tifo esplose con la prime forme di aggregazione ultrà, e che purtroppo ( dal momento che la vita di curva nel frattempo è cambiata radicalmente) in molte persone sono resistite fino ad oggi

Un periodo - gli anni 80 - caratterizzato soprattutto da due elementi : la inesistenza della "scorta" e del settore riservato agli ospiti, fattori che rendevano la maggioranza delle trasferte vere e proprie "battaglie", specie nelle serie minori e specie al Sud.

Quasi sempre gomito a gomito nella stessa gradinata e separate, quando andava bene, al massimo da un paio di carabinieri, le opposte tifoserie finivano quasi sempre dal passare dallo sfottò alle mani, dando vita a risse da far west ( una per tutte : Vis Pesaro-Gubbio ).

Da ciò derivava come conseguenza che quando c'era la gara di ritorno, chi temeva una accoglienza altrettanto calda o decideva di saltare la trasferta ( Colligiana-Gubbio, Ternana-Gubbio, Ternana-Perugia in C/2; ma ciò avveniva molto spesso, anche in serie A, dove le trasferte al Sud erano privilegio di pochissime tifoserie) oppure la affrontava andando a raccogliere nei "bassifondi" della propria città tutti i peggiori elementi, in modo da "far numero" e riuscire in qualche modo a tener testa alla tifoseria avversaria.

Con queste premesse, era inevitabile che il concetto di "ultrà" venisse identificato con una massa "animalesca" che ( radunata dai classici volantini "TUTTI A …") iniziava la trasferta con la distruzione del vagone o del bus, per proseguire con la distruzione delle auto che si incontravano nella città ospitante e finendo con il lancio indiscriminato di oggetti di oggetti verso i passanti.

Tutto ciò venne (con una terminologia naturalmente non esatta) catalogato dai mass-media come "hooliganismo", parola sconosciuta fino alla metà degli anni Ottanta.

Questo andò avanti per una decina d'anni buona, ed anche Gubbio non si sottrasse a questa regola : accadeva, ad esempio, che non vi fosse nessuna rappresentanza ufficiale di tifosi a a Poggibonsi ( prima contro seconda !), a Lanciano (28 Gennaio 90 : il Gubbio è primo in classifica in coabitazione con Fano e Chieti) a Campobasso ( lo stesso) ecc…, ma che invece vi fossero, qualche domenica dopo, veri propri esodi cittadini - indipendentemente dalla posizione in classifica - verso Pesaro, Jesi, Foligno dove - in occasione di questi "quasi-derby" - nei pullman stracarichi spesso c'era ggente che a malapena sapeva che i nostri erano quelli in maglia rossoblu e che partiva da Piazza 40 Martiri come per andare in guerra.

La storia iniziò leggermente a cambiare negli anni '90 in concomitanza di molteplici fattori. Anzitutto con i Mondiali in Italia, lo Stato si diede da fare per rimodernare molti stadi e contemporaneamente vennero allestiti i primi settori riservati agli ospiti.

Stadi nei quali gli ospiti e la stessa polizia rischiavano di brutto ( il vecchio "Vestuti" di Salerno dove quasi nessuno osava avventurarsi e chi lo faceva era accolto con lanci di vasi di fiori dalle finestre, il "F.lli Ballarin" di San Benedetto del Tronto, il vecchio Comunale di Bari, Acireale, Nola, Giarre, Potenza, dove gli Empolesi raccontavano di essersi trovati di fronte quasi dei selvaggi ) vennero o chiusi o rimodernati, e si crearono le prime "gabbie" per gli ospiti.

A questo si aggiunse anche un maggiore e regolare uso delle scorte di polizia in ogni serie, cosa che incoraggiò molte tifoserie ad affrontare trasferte che, in altre circostanze, non avrebbero mai fatto

La svolta vera e propria, però, si ebbe dopo la serie di omicidi di Filippini (ad Ascoli), DeFalchi (A San Siro) e, soprattutto, di Claudio "Spagna" (a Genova), quando per la prima volta i rappresentanti delle principali tifoserie nazionali - sotto lo slogan "basta lame, basta infami" - si ritrovarono d'accordo nel porre un freno ad una situazione che stava sfuggendo di mano per via di una minoranza di cosiddetti "cani sciolti" che era giunta ad affrontare puntualmente le gare più importanti con il coltello in tasca, quando non era la molotov ( come nel caso di Ivan Dall'Oglio durante Fiorentina-Bologna ) o la pericolosissima "bomba-carta" ( Civitanovese-Gubbio )

Il risultato di quei primi raduni fu una consapevolezza di volere continuare a vivere la partita da ultrà senza piegarsi alla crescente repressione, ma di evitare al contempo che alcuni sconsiderati ( nella maggior parte dei casi poco più che minorenni ) potessero rovinare tutto in un "gioco" che stava diventando troppo pericoloso e "senza regole"

Gruppi storici, ma che ormai non riuscivano a mantenere il controllo dei propri aderenti, si sciolsero ( quando non furono costretti a farlo dalla polizia) e un po' ovunque prevalse la volontà di non lasciarsi travolgere dalle azioni di chi, nascondendosi dietro la massa, si lasciava andare alle azioni più incontrollabili ed infami

Gruppi con centinaia di iscritti fecero una scrematura : tolsero di torno la ormai inutile "feccia" ( che,anzi, serviva solo a creare solo dei problemi e ad attirare l'attenzione della polizia) e si auto-ridussero a poche decine fidate di persone, accomunate dalla stessa rigorosa idea di "ultrà".

Iniziarono anche, ormai rotto il ghiaccio, anche i primi contatti "trasversali" tra tifoserie rivali. Si ritrovarono "faccia a faccia" ragazzi che per anni si erano affrontati da curve opposte e che in breve furono d'accordo nell'iniziare una nuova pagina nella quale il movimento giovanile da stadio riportasse in vigore i propri ideali originali

E gli ideali da adottare erano codificati in quella "terrace culture" che animava i gruppi inglesi

(il seguito alla prossima puntata)

T E S S E R A M E N T O  e  F A N Z I N E

Continua il tesseramento per la stagione 2004/2005 al nostro gruppo. Il costo della tessera è di soli 5 euro ed il ricavato verrà utilizzato per l'acquisto e la realizzazione del materiale coreografico

Per informazioni chiedere ai ragazzi in balaustra oppure all'uscita della curva finita la partita.

Serve l'aiuto di tutti. Al momento di ricevere la fanzine troverete dei contenitori : anche un piccolo contributo può essere fondamentale per sostenere le spese delle fotocopie.

T R A S F E R T A   D I   G U A L D O

Per raccontare il derby diamo voce ad un ragazzo del gruppo ( Gianmarco)

Doverosi sono i ringraziamenti e i complimenti che voglio fare a quei ragazzi che si sono sgolati per 90 minuti, che non hanno mai mollato… Da fastidio a tutti perdere specialmente con il gualdo, ma il dovere di ogni tifoso è quello di sostenere i propri colori, non rompere i coglioni dall' inizio alla fine, poi se necessario si può anche contestare, ma solo dopo aver fatto il proprio dovere cioè CANTARE.

Alla vigilia si prevedeva il minimo storico; dati confermati la domenica infatti siamo 400, circa 100 gli ultras che cercano di animare il settore ospiti con bandiere, tamburi ma soprattutto tanta voce e cuore. All'88esimo la doccia fredda del goal… non importa lo zoccolo duro non molla e continua ad onorare i colori, la città e a difendere quella reputazione che gli ultras eugubini si sono guadagnati in più di 20 anni di militanza. Oggi si affronta il San Marino. Vediamo di fare il nostro dovere……… COME ON ULTRAS

T R A S F E R T A   D I   B E L L A R I A

Domenica 26 settembre i Gubbio Supporters si sono recati in quel di Bellaria per assistere alla partita tra i rossoblu e la locale squadra Romagnola . La squadra è stata sostenuta da noi in maniera positiva soprattutto nel primo tempo. Siamo calati un po' nella ripresa.

Buona la prova offerta dai sostenitori romagnoli , compatti nel sostenere la loro compagine. Indifferenza tra le due tifoserie.

L' A N G O L O   D E L L '   O S P I T E

Da quanto ci risulta a seguire la squadra del San Marino esiste un gruppo di affezionati dietro lo striscione "Nucleo 2000". I ragazzi del gruppo pagano il fatto che a San Marino esiste un campionato interno vero e proprio e ciò implica che nonostante la squadra navighi in buone acque non vi è molto seguito . Rispetto comunque per chi è presente.

P R O S S I M A   T R A S F E R T A

Salvo stravolgimenti dell' ultima ora la prossima trasferta il Gubbio dovrebbe giocare contro una nobile decaduta : l 'Ancona

Oltre alle tradizionali amichevoli estive , ufficialmente le due squadre si sono incontrati nella Coppa Italia di C nella stagione 1998/1999 dove in quel di Ancona la squadra rossoblu era sostenuta da una trentina di tifosi.

Nonostante l 'odio tradizionale per le tifoserie marchigiane riteniamo che considerare "a priori" gli ultras anconetani nostri "rivali" solo perchè abitanti delle Marche sia una vera e propria stupidaggine, considerando l'ampio divario tra le due tifoserie e soprattutto il fatto che le due tifoserie hanno affrontato storicamente campionati diversi.

Visto il bello stadio e la distanza abbordabile ci dovrebbe essere più gente del previsto in trasferta. A questo proposito invitiamo anche i non-tesserati ( e tutti quelli che diventano "ultras" solo per i grandi eventi ) prima di tutto a non venire in curva se non per tifare, poi a non fischiare al primo passaggio sbagliato ed infine a non insultare gratuitamente gli anconetani solo perchè protetti dalle reti o dalla polizia.

Detto questo non dimentichiamoci neanche che non andiamo lì per fare le vittime sacrificali : i nostri cori dovranno rimbombare a lungo e cerchiamo di non farci MAI mettere sotto ( né sugli spalti, né fuori ) cercando di dimostrare - come già fatto in stadi molto più grandi e rinomati di Ancona - che non siamo gli ultimi arrivati …

CONTATTI : gubbiosupp@yahoo.it

 Si ringrazia per l'aiuto : l'ANGOLO DEL FUMO - Corso Garibaldi

 

 

Ritorna all'HOME PAGE