INFEROCITI         GUBBIO

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FANZINE

anno 0 - numero 3 --- 17/10/2004

PENSIERI DI CURVA

( PRIMA PARTE DISPONIBILE SOLO IN VERSIONE CARTACEA )

Ancona-Gubbio : la riscossa

"ULTIMI ROMANTICI" ….Con queste due parole vorremmo sottolineare la prestazione della tifoseria eugubina presente allo stadio DEL CONERO in circa 60 unità. Il morale era sicuramente sotto i tacchi dopo la batosta la domenica prima e lo scadente inizio di campionato : fattori che hanno subito scoraggiato i tifosi ma NON gli ultras. Un tifo passionale, carico di amore per la maglia e per la città , con l'ultima parte del primo tempo che ha visto un tifo quasi commovente, pur con la squadra in difficoltà.

Insomma, un gran bel pomeriggio "ultras" quello di Ancona, dove - specie nel primo tempo e sotto un forte temporale - abbiamo fatto "tribolare" non poco la curva di casa che ha dovuto piuttosto impegnarsi per coprire i nostri cori continui e potenti ( una cinquantina di ultras ben motivati se vogliono SI FANNO SENTIRE bene, molto bene ). Non appena, infatti, gli Anconetani smettevano di cantare - e nel primo tempo l'hanno fatto spesso, complice la pioggia e la loro squadra non entusiasmante- nello Stadio del Conero si sentivano distintamente i cori per i nostri giocatori ( che attaccavano sotto la nostra curva ) uniti ad un continuo sventolare di bandiere rossoblù.

Altra storia nella ripresa, quando sulle ali dell'entusiamo i locali hanno aumentato il volume e coperto le voci provenienti dalla Curva ospite, sebbene noi non abbiamo mai smesso di tifare. Quando poi il Gubbio resta in 10 vedono la vittoria e si sbizzarriscono in cori contro l'Ascoli, il Perugia e contro ... Berlusconi !

Quanto scritto non vuole essere una auto celebrazione, ma se è bene evidenziare quando si fanno prestazioni scadente ( vedi Gubbio San Marino ) è anche giusto evidenziare quando si è fatto davvero bene.

Da rimarcare un fatto piuttosto importante per chi mastica un po' di cultura ultras : lo striscione tenuto in mano tutta la partita dai ragazzi del gruppo "Gubbio Supporters"

L E   R E G O L E   N O N   S C R I T T E ( parte 2 )

"Eravamo freddi e precisi come un rasoio… Bei tempi" ( P. Thornton - The Story of Terrace Fashion)

 

Dopo gli avvenimenti di Genoa-Milan lo Stato inasprisce le misure repressive verso gli ultrà : la diffida (D.A.SPO, cioè la Diffida ad Accedere ad impianti SPOrtivi) diventa da misura eccezionale, metodo sistematico : i provvedimenti iniziano a fioccare in quantità industriale e "alla cieca". La polizia ha, nei primi tempi, vita fin troppo facile : ogni società calcistica conosce perfettamente i propri ultras; i quali vengono dappertutto (dalla A alle categorie minori) supportati nella loro opera di sostegno alla squadra non solo con qualche biglietto omaggio e con il consueto sgabuzzino all'interno dello stadio ma anche con cospicue "donazioni" in contanti

Le autorità di pubblica sicurezza, incoraggiate ( se ce ne fosse stato bisogno ! ) da una massiccia campagna di stampa che cavalca il tema della "violenza negli stadi" con la solita serie di luoghi comuni e generalizzazioni, fanno pressione sui Presidenti perché rivelino i nomi dei tifosi che "foraggiano" e perché pongano immediatamente fine a quell'opera di aiuto a quelle "bande di delinquenti"

Molte curve sono in breve in ginocchio : i nomi dei vari "capitifosi ( alcuni di loro sono costretti a fare i conti con la giustizia solo per la notorietà acquisita in tanti anni di militanza curvaiola ) ed in genere quelli più attivi nell'organizzazione del tifo vengono immediatamente individuati e spesso resi pubblici tramite la stampa : in un attimo molti ragazzi vengono inibiti dal frequentare gli stadi.

Alcuni Presidenti, per non apparire in cattiva luce agli occhi dell'opinione pubblica, addirittura fanno la parte delle "vittime", raccontando come finalmente si sentano liberati dal peso di quei "ricattatori" ( coi quali fino al giorno prima erano soliti prendere insieme l'aperitivo ) che li costringevano a pagare multe e che infangavano il nome della squadra con i loro cori beceri.

Come ciliegina sulla torta, la magistratura mette sotto accusa le "Brigate" di Verona - gruppo etichettato per antonomasia come violento e razzista - per associazione a delinquere.

E' un momento nero per molte curve e per l'intero movimento. Molti gruppi decidono che mantenere una struttura da "associazione" ( in alcuni casi anche "riconosciuta", con tanto di statuto ) è solo un vantaggio per le forze dell'ordine ed un rischio per tutti i tesserati, che rischiano di rispondere per ogni gesto sconsiderato che succede in curva In breve spariscono striscioni "storici" ( BGB, Fossa dei Grifoni,Fossa Lariana), rimpiazzati da una marea di stendardi indicanti il nome del quartiere o della città di provenienza.

Il fenomeno viene, in un primo momento, definito da tutti come "una moda passeggera" : quella del tifo "all'inglese". In molti casi è proprio una "moda" ( appaiono stendardi in stile britannico anche in paesini dove si giocano match del campionato dilettanti dove il servizio d'ordine era garantito da 2 carabinieri e dove la repressione non aveva fatto vittime ), ma nelle piazze più "tartassate" dalla polizia questa nuova struttura serviva per la stessa sopravvivenza dei gruppi ultras I quali non fanno altro che fare tesoro dell'esperienza dei "colleghi" inglesi, i quali avevano passato la ben più dura esperienza delle leggi repressive della Thatcher del periodo post-Heysel ( per la prima volta in Europa avviene la schedatura dei tifosi più violenti, si sancisce l'obbligo di avere negli stadi solo posti a sedere ed infine, vengono introdotte negli impianti le telecamere a circuito chiuso ) e che avevano approntato un modo tutto proprio per vivacizzare il Sabato pomeriggio di Premier League.

Il primo modo di aggirare i severissimi controlli era quello di non presentarsi allo stadio come i colleghi "latini", cioè addobbati come i c.d. "alberi di Natale". Con questo nome venivano etichettati tutti quelli che, ancora negli anni Novanta, andavano allo stadio vestiti come Pippo Franco nella celebre pellicola "Il tifoso, l'arbitro, il calciatore" : sciarpone al collo, cappellino a pon-pon con i colori della squadra, guanti coi colori sociali, tromba da stadio e fischietto (tipica moda anni '70/80).

Bande pericolossime come i "Chelsea Headhunters" iniziarono a muoversi solo con i mezzi pubblici, mischiati tra la folla, ed adottarono - vera rivoluzione - uno stile che li rese irriconoscibili agli occhi della polizia, ma riconoscibilissimi tra loro, grazie ad un passaparola di "regole non scritte": felpe o tute sportive Sergio Tacchini, Burberry, Fila o Lacoste ( non pensiamo al mercato globale tramite internet di oggi; venticinque anni fà riuscire a trovare questa roba, per lo più di importazione, era difficilissimo, tanto che era privilegio dei gruppi che, grazie alle coppe europee, si potevano recare nelle principali città europee ), jeans Levi's 501, polo Fred Perry o camicie Hugo Boss e scarpe da ginnastica di gran pregio, prime tra tutte le allora costosissime e difficilmente reperibili Adidas trainers ( la "Adidas" era allora una emergente azienda tedesca di abbigliamento sportivo e non una multinazionale ) modello "gazelle" e "samba"

Gli stessi "bobbies" inglesi rimasero colti di sorpresa : in pattuglia nei pressi dello stadio alla ricerca del classico "hooligan" ubriaco, vedevano solo una folla di venti, trentamila soggetti "anonimi" e niente più scalmanati avvolti nei colori della propria squadra ! Anche gli italiani che si recavano in Inghilterra restavano stupefatti : abituati al prototipo di tifoso incarnato da Palummella ( alias Gennaro Montuosi, capo della curva B di Napoli ), ai fumogeni, ai coriandoli, ai lanci di rotoli carta igienica, ai tric-trac e al folklore, restarono impressionati dalle gesta di questi "mob" (sinonimo di gruppetto ultrà ) che, vestiti di tutto punto, aggredivano le tifoserie rivali con impressionante violenza per poi, all'arrivo della polizia, scappare nelle metropolitane o tra la gente, dove riuscivano con il loro look a mimetizzarsi perfettamente.

A Gubbio, naturalmente, di questi cambiamenti non arriva neanche la voce. Anzi, tra gli Ultrà scoppia la moda del bomber "rovesciato" ed indossato dalla parte arancione (che al contrario rende i ragazzi della curva ben riconoscibili rispetto al resto del pubblico ) e della "coppola" a spicchi rosso-blu.

Queste innovazioni arriveranno solo in un secondo momento, cioè dopo che quasi tutte le principali tifoserie "maggiori" avranno, in qualche modo, appreso gli stratagemmi dei primi "casuals" britannici ( chiamati così dall'abbigliamento che adottavano, fatto di capi casual "di marca") i quali avevano fatto scuola in tutta Europa con il loro stile preciso e cattivo. ( continua )

Da sinistra a destra : 1) casual inglese, con giaccone Stone Island e sciarpa Burberry's  2) altro inglese, fuori dalla stadio con giaccone Stone Island  

3) ulrà palermitano, fine anni Ottanta, con bomber rovesciato e coppola a spicchi  4) senza parole

L'ANGOLO DELL'OSPITE

Negli anni '80/90 hanno fanno parte - anche se non in prima fila - della "cerchia" delle tifoserie di sinistra ( influenzati soprattutto dai Pisani, loro gemellati ) infarcendo la curva di "Che Guevara" e di riferimenti a Cuba. Grazie a queste amicizie ( gemellaggi anche con Reggiana e Spal ) e ad una lunghissima permanenza in C/1 hanno potuto frequentare per un ventennio stadi importanti e maturare, così, un'esperienza invidiabile, che li rende una delle tifoserie "più toste" del nostro girone,

Non hanno mai mollato ( e non lo faranno ora che, dopo tanti anni, riavranno il derby con la Massese ) ed anche l'anno scorso, hanno espresso un bel tifo ( stupirono soprattutto a Carrara quando incitarono a più non posso la propria squadra sotto di due goal ed in pessima condizione di classifica ). In fatto di mentalità da loro abbiamo solo da imparare : hanno dimostrato nel tempo costanza, impegno, tanta voce sia nella buona che nella "cattiva sorte".

Attualmente in curva nord sono presenti - dopo lo scioglimento del gruppo guida degli anni 80-90 C.U.IT ( COMMANDO ULTRAS INDIANS TRIPS ) - alcuni gruppetti come "teste di marmo" , "barbudos" e "cani sciolti", raccolti sotto le insegne "CURVA NORD LAURO PERINI (ultras defunto considerato tra i maggiori artefici del movimento ultras a Carrara )

Non abbiamo mai avuto problemi con loro, e non dovrebbe esserci neanche stavolta niente di particolare.

In ogni caso, dopo le piuttosto magre "prestazioni di curva" contro Montevarchi e S.Marino non possiamo permetterci di pensare agli ospiti, ma dobbiamo solo tifare e dimostrare di essere un gruppo ultras "serio", continuando sulla scia del buon tifo di Ancona. Non lasciamoci trascinare dalle "larve" degli altri settori che - oltre a non essere venuti ad Ancona (complimenti !) - inizieranno presumibilmente a fischiare appena le squadre saliranno le scalette degli spogliatoi.

"Estranei alla massa" recitano gli striscioni di molte curve : ecco, non facciamoci influenzare da quelli che - c'è da scommetterci - appena il Gubbio vincerà qualche partita, torneranno a recitare la parte degli "ultras" e dei supertifosi, così come hanno fatto in passato…

Estraniamoci dal resto dello stadio e sosteniamo i nostri colori fino alla fine, dimostrando che davvero teniamo al Gubbio. I commenti lasciamoli per il dopo partita : nei 90 minuti dobbiamo impegnarci nel nostro personale "campionato parallelo" per vincere il duello "di curva" contro una tifoseria che non verrà a Gubbio a fare solo "presenza", ma tanto tifo

PROSSIMA TRASFERTA

Sabato pomeriggio varcheremo i cancelli del glorioso "Flaminio" di Roma e davanti avremo un gruppo "amico", cioè quegli Ultras della Lodigiani che più volte ( contro la Vis ai tempi di Pino Lorenzo e il Castelnuovo ai play off ) sono venuti a Gubbio a farci visita.

Il Gruppo portante era (bisogna dire così) gli ULTRA' LODIGIANI 96, numericamente esiguo, ma ricco di vera "mentalità ultras" ed esperienza, dal momento che il loro vessillo ha fatto il giro di tutti i campi infuocati della C/1 girone B, "frequentando" stadi poco raccomandabili quali Salerno,Torre del Greco, Nocera Inferiore e simili …

A causa di problemi con la società riguardo al nome "Cisco Lodigiani" abbiamo saputo che hanno sospeso ogni attività finchè la squadra non riavrà il nome "storico" cioè LODIGIANI

Ammirevoli nel proprio impegno : materiale, fanzine, iniziative varie…meritano tutta la nostra stima.

Non è escluso che alla fine, comunque vada, ci si ritrovi tutti insieme a bere qualcosa.

TESSERAMENTO

E' ancora aperto il tesseramento : unico modo per avere il materiale del gruppo (tanto per capirci)

Si ringrazia per l'aiuto : L'angolo del Fumo - Corso Garibaldi

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