INFEROCITI         GUBBIO

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FANZINE

anno 0 - numero 4 --- 31/10/2004

P E N S I E R I  D I  C U R V A : SOSTENIAMO I NOSTRI COLORI

È ancora vivo in chi vi scrive l immagine di Gubbio-Carrarese a fine partita quando nella zona della balaustra in curva le nostre bandiere sventolavano fiere come a festeggiare una vittoria . Come scriviamo sempre noi sosteniamo i nostri colori e la nostra città e sicuramente un gol sbagliato non suscita in noi minor amore per Gubbio. I giocatori sono e saranno sempre salvo rare eccezioni solo dei mercenari ed indossano temporaneamente i nostri colori ( e sottolineiamo NOSTRI ). Ci sono annate in cui i mercenari fanno bene il lavoro per il quale sono pagati e anni invece in cui non lo fanno : sono le cosiddette "annate storte". Bisogna metterle in conto, non c'è niente da fare Riteniamo che il nostro dovere - in un contesto di scarsi risultati - sia quello di onorare la Nostra Città facendo il tifo per tutti i 90 minuti lasciando poi ogni eventuale iniziativa al fine della partita . La nostra linea riguardo a questo argomento è stata questa : sostegno per tutta la partita con impegno massimo solo per tenere alto il nome di Gubbio e per la Maglia. Domenica scorso ci ha fatto davvero piacere e ci ha inorgoglito l '"aiuto" dato da alcuni vecchi ultras nel sostenere il Gubbio insieme a noi Il loro impegno deve essere da esempio a chi passa la sua domenica a fischiare e contestare durante la partita. E' obbligatorio l ' impegno di tutti ,ognuno deve dare il suo contributo stando in piedi e cantando ,superando incomprensioni, malelingue,chiacchiere solo per il bene del Gubbio Il Gubbio sopra tutto e tutti . Rispetto per chi si impegna. LA NOSTRA BANDIERA NON SMETTERA' MAI DI SVENTOLARE..TIENI ALTA LA BANDIERA !

 * * *

 Ed ora due parole sul tema contestazione, tanto "di moda" a Gubbio.

 Anzitutto la contestazione, come tutte le cose, va inserita in un proprio contesto logico, altrimenti c'è il rischio di farla perdere del tutto di significato. Una contestazione fatta nel modo giusto e al momento giusto è una incredibile sferzata, una contestazione posta in essere in modo disorganizzato e al momento sbagliato è un qualcosa che rende ridicolo chi la fa e che fa quasi passare i tifosi dalla parte del torto. 

Che sia io momento giusto o no, di certo a Gubbio pare essere sorta una nuova "specie" : il contestatore professionale, capace di contestare e poi applaudire, poi contestare di nuovo e poi sbraiatare contro tutti. 

Esaminiamo questo splendido esemplare di "animale" 

Il contestatore ha una caratteristica principale : è un protagonista assoluto. Appena sente tra il pubblico aria di malcontento, capisce che non può perdere l'occasione e subito urla a squarciagola la propria frase del cazzo. 

Se ne frega se il Gubbio è in gravissima difficoltà e rischia di non lasciare l'ultimo posto : lui deve essere al centro dell'attenzione e così sarà ! Se ne frega se la squadra della propria città rischia di finire a giocare su campetti di paese, anzi è contento : se arriva una bella sconfitta, dimostrerà a tutti che aveva ragione. Le luci della scena devono essere tutte per lui ed allora aspetta il primo sbaglio della squadra per attirare l'attenzione dei vicini di posto con la propria (di solito stra-sentita 1000 volte) battuta. 

Le sue urla squarciano l'aria : "centravantiiii leva il freno a manooo !" "Arvatte in Africa" (al centrocampista che abita 100 Km sotto Roma) e via con il solito scontatissimo repertorio di banalità. Il contestatore, naturalmente non solo non ama la squadra, ma, essendo alla continua ricerca della propria affermazione personale, non lo sentirete mai fare autocritica 

Se ad Agosto ha detto che quell'acquisto non è buono, non sente ragioni : le difficoltà della squadra sono un qualcosa del tutto secondario, se i ragazzi in campo soffrono a lui non interessa, tanto se anche il Gubbio retrocedesse, lui ha già pronto a casa l'abbonamento a Sky e rintanato nel salotto aspetterà che la squadra risalga di categoria per tornare a farsi vedere (perché il contestatore è un intenditore, non dimentichiamolo : lui non segue certi campionati !) 

Il contestatore l'"aveva già detto prima", è quello che fischia il giocatore, ma se lo incontra in un bar fa finta di niente (o si complimenta). Il contestatore è quello che al 90^ è paonazzo da quanto ha fischiato e insultato, ma se lo incontri in giro ti dirà che "No, vado ogni tanto al campo, ma giusto per passà il tempo" (perché non ha il coraggio delle proprie azioni ), è quello che tira giù certe bestemmie da paura, ma poi lo sentirai dire "quei delinguenti degli ultrà li dovrebbero arrestare tutti, enno la rovina del Gubbio

 

 " L E  R E G O L E   N O N   S C R I T T E (parte 3 )

"Ricordo una trasferta a Southampton.. Appena arrivai un poliziotto mi si avvicinò ed iniziò a filmarmi dritto in faccia con la telecamera. "Toglila" gli dissi ". "Se non ti piace possiamo sempre parlarne alla stazione di polizia" rispose il grasso agente. "Siete sicuri che non sia contro le libertà civili?" disse uno di noi. "Non abbiamo diritti civili" - risposi - "Noi siamo tifosi di calccio !" (M.   King - 30 YEARS OF HURT )

 Dopo i fatti di Juve-Liverpool, accusata di negligenza nella lotta alla violenza calcistica, Margareth Thatcher (non a caso soprannominata la "lady di ferro" ) decide di usare le maniere forti e affronta "di petto" la questione hooligans, così come pochi anni prima aveva affrontato, con maniere altrettanto radicali, la crisi industriale inglese.

L'annuncio del Primo Ministro "allo stadio torneranno le famiglie" sembra una vera e propria fantasia. Perché mai gli stadi dovrebbero diventare un posto per famigliole, si chiedono nei pub ? La Premier League è famosa per tutt'altro : lo stadio (regno della tradizione maschilista britannica) è teatro di gigantesche scazzottate tra le tifoserie che assistono ai match senza essere in alcun modo separate, si vedono invasioni di campo sistematiche ad opera di tifosi nudi o ubriachi, e le curve sono un territorio esclusivo della irascibile working class britannica

Ma la Thatcher non scherzava affatto, e le misure che adotta sono durissime per quegli anni : anzitutto (sacrilegio !) fa abbattere quasi tutte le vecchie "ends" (curve), dove la folla - per lo più ragazzi senza molti mezzi economici - assisteva ai match ammassata come animali e stabilisce che siano ricostruite ex novo con soli posti numerati e seggiolini, in modo da facilitare l'individuazione degli eventuali scalmanati Le ruspe smantellano in breve tutte le curve storiche della Gran Bretagna e - cosa che nessuno avrebbe mai immaginato - non viene risparmiato neanche il "kop" di Liverpool, cioè "la curva" per eccellenza.

Poi grazie ad una fitta rete di arresti e perquisizioni domicilari durante il corso della settimana vengono tolti di mezzo tutti i tifosi ritenuti "più pericolosi". Il 26 Marzo 1986 tutte le televisioni - con l'approvazione del Governo,che vuole dimostrare di avere in pugno il fenomeno - trasmettono le immagini di poliziotti che, dopo aver sfondato le porte delle abitazioni a calci, buttano giù dal letto e portano via di peso 7 ragazzi di primissima mattina, con l'accusa di essere pericolosi teppisti del gruppo "Chelsea Headhunters". E' quella che la polizia denomina "operazione autogol"

Le forze dell'ordine britanniche si "impegnano" così tanto per rendere il calcio inglese uno spettacolo asettico che addirittura in molte città vengono messi sotto torchio anche i negozianti di abbigliamento sportivo per avere i nomi dei ragazzi che hanno acquistato capi Stone Island (il cui logo, a detta degli inquirenti, aveva riscosso successo in quanto avente le sembianze di una "celtica"), Tacchini, Adidas e Fila. In breve le famiglie tornano davvero allo stadio La gioventù inglese, però, non era per nulla disposta a lasciarsi "scippare" il proprio passatempo preferito : ovvero la partita di calcio del Sabato pomeriggio, specie se condita con la possibilità di menar le mani contro qualcuno che non gli andava a genio 

Leggi speciali o no, nessun tifoso del Chelsea avrebbe, infatti, mai permesso ad un tifoso di Liverpool (accolto al Sud, negli anni della grande depressione delle aree settentrionale sulle note di "You'll Never Work Again", cioè "Non troverai mai più un lavoro", storpiatura dell'inno "You'll Never Walk Alone" ) di assistere in tutta tranquillità alla partita e quelle risse che si erano viste anni addietro sui gradoni dello "Stanford Bridge" semplicemente .. si trasferirono altrove. Ugualmente nessun supporter del Sunderland poteva sopportare l'idea di assistere ad un derby seduto su un seggiolino ed avere magari di fianco uno di Newcastle con la libertà di esultare tranquillo e beato alla rete dei bianconeri Così da Aberdeen a Cardiff fu tutto un fiorire di bande di "casuals", che si picchiavano con più violenza e premeditazione di prima, ma che - unica novità - non lo facevano dentro lo stadio, dove oormai c'erano poliziotti e le famose telecamere Panasonic dappertutto.

E questo era quello che interessava alle autorità Inglesi : che cioè il "teatro" fosse tranquillo, anche se nel pub dell'angolo c'erano centinaia di giovani che si picchiavano sui marciapiedi. In Italia quello che salta immediatamente all'occhio è l'abbigliamento ed i cori innovativi, che le tifoserie più "avanzate" (in questi tempi vuol dire Verona e, di riflesso, i gemellati Interisti ) copiano parola per parola. Il coro con il quale venivano accolti ovunque i "poveri" tifosi del Liverpool ("You look in the dustbin for something to eat / You find a dead rat and you think : it's a treat !.. in your Liverpool slums") viene ripreso dalle Brigate di Verona per accogliere i Romani ( "Nei vostri ghetti a Roma / cercando nei rifiuti qualcosa da mangiar / trovate un gatto morto e pensate : che sia carne). Sulle note della spensierata "You're My Sunshine" nasce il celebre " .Tu sei il Verona / il mio Verona / mi fai felice / se segni un goal / non saprai mai quanto ti amo …".

Il tutto mentre a Gubbio si canta "Quando il Gubbio sarà veramente magico / noi del commando canterem così …" "Gubbio sei superstar, tutto lo stadio impazzisce per te" "Forza Gubbio / Gubbio Campione / Forza Gubbio, campione sarà" "Meo tira la bomba" (specialmente dopo il goal alla Vis) "Bobo-gol" o l'evergreen "Quando saremo nella curva…" Ovvio che i pochi ai quali capita la fortuna di assistere ad un match degli scaligeri rimangano innamorati di quella curva anticonformista e innovativa. Al di là degli aspetti estetici, in pochissimi si erano resi conto che l'aspetto che realmente contraddistingueva i tifosi d'Oltremanica rispetto ai nostri era il modo di pensare : fatto di ferree regole non scritte che andavano rigorosamente rispettate, pena un marchio d'infamia che era peggio di una condanna del Tribunale cittadino. Il rispetto di queste regole faceva sì che i "fanatics" di ogni squadra riuscissero a convivere tranquillamente in occasione dei match della Nazionale (dove erano guai per gli altri ) cosa che non poteva avvenire in Italia, dove le infamate - e la conseguente sete di vendetta - erano all'ordine del giorno.

L'esempio più eclatante di quanto ancora fossero lontani i due mondi si ha in occasione dell'omicidio del romanista Antonio de Falchi il quale, passeggiando con alcuni amici nei pressi di San Siro (mentre il treno speciale degli ultrà romanisti è ancora alla Stazione), viene avvicinato da un ragazzo che gli chiede se ha da accendere. Appena Antonio risponde di sì, il milanista, sentito l'accento romano, fa un cenno ed improvvisamente da dietro un muro sbucano una trentina ragazzi che si avventano sul giovane, che - assalito dalla massa - muore per arresto cardiaco. In Inghilterra, chi "mira" a regolare qualche conto in sospeso cerca il gruppo principale oppure bastano un paio di telefonate "tra i capi" o ad un rapido passaparola, per far sì che i gruppi al completo si ritrovino in un parco o in una stazione nelle vicinanze dello stadio. Una volta fissato "l'appuntamento" (uno dei più noti fu quello alla spiaggia di Brighton,sventato dalla Polizia appena in tempo )… giù, botte da orbi fino all'intervento delle camionette blu. A quel punto i due gruppi si dileguano per le vie cittadine, rinviando l'appuntamento alla gara di ritorno. Nessun coinvolgimento di ignari spettatori (si ricorda che solo una volta venne picchiato un tranquillo signore che era alla partita con il figlio ) e, per quanto possibile, rispetto della proporzione tra i contendenti.

Molto in voga anche le visite infrasettimanali (specie il Venerdì sera) nei pubs dove si radunano i tifosi avversari, con contorno di sediate, vetri infranti e lancio di oggetti, tanto che in breve in molti pubs appare l'insegna "no colours admitted" (cioè non si entra con le sciarpe della squadra di calcio ), espediente per far sì che l'irascibile gioventù britannica sfoghi altrove i propri istinti  (continua)

 T R A S F E R T A   D I   R O M A

La trasferta di Roma, causa problemi logistici (si giocava di Sabato) e la situazione pessima di classifica, ha visto la presenza di una 15 di ultras più il contributo di alcuni residenti di Roma che vorremo qui ringraziare per l'accoglienza dimostrata. Appena arrivati allo stadio colpisce subito la bellezza dell'impianto: senza pista, ottima acustica, insomma lo stadio ideale per fare il tifo. Colpisce inoltre la totale assenza di tifo locale dovuta alla protesta ad oltranza degli Ultra Lodigiani 1996 contro la società. Il tifo espresso dal gruppo è stato buono nonostante il numero esiguo soprattutto nel primo tempo con bandiere al vento, battimani e cori all'indirizzo dei giocatori invitati ad Onorare la Maglia. Siamo calati un pò nel finale dove ci siamo fatti prendere dalla paura di non farcela a vincere. A fine gara da segnalare il saluto dei giocatori sotto il nostro settore.

 

 L' A N G O L O   D E L L '   O S P I T E

 Nonostante la grandezza della città ad Imola l'interessi principale riguarda altri sport, specialmente il Basket .Da segnalare comunque l'esistenza di alcuni ragazzi dietro lo striscione IRRIDUCIBILI. Rispetto per chi è presente (sempre che vengano )

 

 C O M U N I C A Z I O N I

 E' cambiato l'indirizzo e-mail del sito. Dopo i problemi con la vecchia casella di posta, la nuova è : gubbiosupp@yahoo.it

Chiunque voglia mandare un articolo, un commento, un pensiero … questo è il modo più facile

Si ringrazia :L 'ANGOLO DEL FUMO - Corso Garibaldi

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