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FANZINE

anno 0 - numero 9 --- 06/01/2005

PENSIERI DI CURVA: ANNO NUOVO, "TESTE" NUOVE ?

Questa settimana vorremo trattare il problema delle persone che vengono in curva, ma poi decidono di starsene, qualsiasi cosa succeda, sempre sedute ed in disparte.

Il nostro continuo interesse per questa situazione è dovuto al fatto che uno degli obiettivi della nascita di questo nuovo gruppo è quello di cercare di portare la curva ad una condizione decente, ma per poter fare il salto di qualità definitivo è necessario il contributo di tutti: serve che davvero (come scrivevamo nei vecchi numeri) la gente si metta in testa non semplicemente di "venire" in curva, ma di "ESSERE" la curva, cioè di sostenere attivamente il movimento ultrà cittadino.

Non è una questione di numeri dei quali vantarsi: l'essere "ultras" o meno non dipende dall'avere un bel contorno (anzi forse è proprio il contrario), ma quello che sembra strano è che, ancora dopo 4 mesi, ci sia qualcuno che sembra non credere a questo progetto di "rinascita", continuando ancora a restare seduto oppure appoggiato alla ringhiera della curva. Il tutto mentre nei bar della città si vede gente che urla, s’incazza, tifa e non è difficile vedere, per le partite più importanti, bambini che guardano la pay-tv indossando la maglietta di Juve o Milan!!!

Questione di timidezza? Boh… ci vorrebbe davvero uno psicologo in curva, per riuscire a capire questo comportamento, dal momento che - è sicuro - se il Gubbio un domani sarà in una posizione migliore di classifica, tutta questa gente la vedremo "diventare" ultras. Non ci sono scuse che tengano (società, allenatore ecc…): la realtà è che a Gubbio la gran parte della gente - giovani e meno giovani - non ha nessun tipo di "cultura" ultrà e decide come comportarsi a seconda di quello che fa la massa dei tifosi "normali" tele-dipendenti; per cui se il Gubbio vince tutti si dimenticano la composizione societaria e sono pronti a portare "a cero" l'allenatore di turno, mentre se invece la squadra lotta per la retrocessione spuntano mille impegni domenicali e mille scuse (quel dirigente, quel giocatore non mi piace) per non tifare.

La conclusione quindi è chiara: non inventiamo cazzate e chi dice di amare il Gubbio (visto che molti lo fanno) tiri fuori la voce e la grinta, visto che chi ha voglia di tifare ha tutto quello che serve: un gruppo organizzato, la possibilità di fare trasferte ed insomma tutto il necessario per vivere attivamente questa sua passione 7 giorni su 7. E se qualcuno ha voglia, di cose da fare per la curva ce ne sono…

Insomma, da questo nuovo anno iniziamo ad avere un atteggiamento "positivo" e "grintoso": smettiamola di piagnucolare ogni volta che non siamo ai primi posti: cerchiamo invece di trasmettere dagli spalti la nostra grinta ai giocatori, se ce l'abbiamo!

Fa sorridere leggere sui quotidiani locali le solite "frasi fatte" riguardo al "grande pubblico eugubino" o al "caloroso pubblico eugubino": forse in passato, ai tempi dello stadio vecchio, è stato così, ma al momento andare al San Biagio sarebbe deprimente senza i ragazzi della curva; visto che - gradinata in testa - siamo diventati un pubblico freddino e di pallosi pseudo-intenditori di calcio sempre pronti a fischiare e a perderci in mille inutili chiacchiere. Farebbero bene i nostri giornalisti e molti tifosi a farsi un giro a Pescara o a Teramo (tanto per restare nei dintorni senza andare troppo a Sud) e lì vedrebbero davvero che significa essere un "grande pubblico" o un "pubblico passionale", cioè un ambiente deciso a lottare fino al 90°!

Incominciamo allora a dare noi per primi dagli spalti l'esempio e la spinta giusta ai giocatori e alla società. Dimostriamo tutti - così come ha fatto lo "zoccolo duro" della curva - che se anche c'è da lottare per la retrocessione noi siamo pronti!

Tifare la squadra della propria città deve essere un dovere e un piacere per ogni vero Eugubino.

 

L'ULTIMA IN CASA: Gubbio – Forlì

Domenica 12 Dicembre - dopo la visita dei "Boys Forlì" in Gubbio-Ravenna -  il settore ospite è stato occupato dalla tifoserie forlivese. Da ricordare, prima della partita, il giro di campo fatto da esponenti delle due tifoserie, tenendo in mano lo striscione fatto dai forlivesi con la bella scritta "UN’AMICIZIA DI CUI ANDIAMO FIERI, FORLÌ SALUTA LA CITTA' DEI CERI".

Sinceramente non ci aspettavamo questo striscione e ci ha fatto davvero piacere leggerlo.

Tutto il pubblico eugubino ha ricambiato con un applauso, ed è inutile rimarcare che l'onore è reciproco. Finita la partita sono continuati i festeggiamenti e le parole di stima in un bar cittadino, quando i due gruppi si sono trovanti a bere qualcosa prima di salutarsi. L'appuntamento è per il ritorno a Forlì, anche se non è da escludere visite reciproche prima di questa partita.

Da segnalare poi lo striscione, dai forti significati ultras, esposto sia da noi che da loro all'inizio del secondo tempo "Per i pentiti la crociera, per gli ultras la solita galera".

Questo messaggio vuole far riflettere e portare a conoscenza anche del tifoso comune le contraddizioni del nostro Stato, che spesso riserva all'ultras un trattamento proporzionalmente peggiore rispetto a chi ha condotto una vita criminosa, ma che grazie ad alcune scelte processuali (pentirsi e collaborare con la giustizia) può addirittura aspirare ad una crociera-premio.

Insomma: secondo quanto dimostrato dalle leggi degli ultimi anni sembra che la categoria degli ultras  - oggetto di sempre maggiore repressione -  sia il vero male dello Stato Italiano, molto più di gente che aveva l' "abitudine" di sciogliere i bambini nell'acido (già molti gli striscioni delle curve italiane a riguardo del trattamento di favore riservato al super boss Brusca)!

TRASFERTA DI MASSA (…e non solo)

L'ultima trasferta del 2004 ha visto presente in terra toscana un bel gruppetto di membri dei G. S.

Come consuetudine, in questo periodo di vacche magre, erano totalmente assenti persone non appartenenti al mondo ultras, ma purtroppo il "calcio moderno" ha imposto la sua dura legge e in un mondo dove non ci sono più "tifosi sfegatati", ma solo "utenti" di uno spettacolo d'intrattenimento (quale pare essere diventato il calcio) i risultati recenti e la posizione in classifica sono i fattori che influiscono in modo decisivo sulla decisione se andare in trasferta o no.

Alcuni giorni prima è stato deciso - vista la vicinanza con le feste natalizie - di dare a questa trasferta anche un connotato goliardico, oltre che ultras, con la decisioni di indossare per tutta la durata della lunga trasferta dei cappelli da Babbo Natale. L'impatto visivo non era affatto male !

Appena arrivati allo stadio massese ci troviamo di fronte ai cancelli del settore ospite chiusi (anche grazie ai nostri dirigenti che in settimana hanno fatto un gran casino coi biglietti) e siamo invitati dai custodi dello stadio e dalle Forze dell'ordine a prendere posto in tribuna o in gradinata, mischiati ai tifosi della Massese.

A volte è davvero divertente mettersi ad ascoltare Alti Funzionari di Polizia (Massa, essendo un capoluogo di provincia, aveva un notevole spiegamento di agenti coordinati da un dirigente della Questura e non eravamo in uno dei soliti paesini con i due vecchi carabinieri) nei loro ragionamenti su come fronteggiare una situazione imprevista, quale era quella della presenza inaspettata di noi tifosi ospiti: nessuno di noi è un esperto di problemi di ordine pubblico, ma come è pensabile mettere un bel gruppetto di giovani che si sono fatti una mattinata in auto (e che quindi sono già piuttosto stanchi e nervosi per il lungo viaggio) insieme ai tifosi locali, pronti a prenderti per il culo dopo un gol subito o ad offenderti?

Non ci voleva un genio per capire che nessuno di noi si era fatto più di 4 ore di macchina per farsi insultare o per "discutere" con i Toscani (che certamente non avrebbero gradito il nostro sventolare continuo di bandiere) e che, per evitare ogni tipo di problema, forse era meglio che i Massesi stessero nel loro settore e noi nel nostro. Anche perché, in caso di disordini, la colpa (c'è da giurarci) sarebbe stata sempre la nostra.

Per fortuna dopo un quarto d'ora tutti i responsabili presenti hanno concordato sulla necessità di aprire la curva ospiti. Ma c'è voluto!

A partita già iniziata posizioniamo il nostro striscione e un drappo "Ultras Liberi" sopra la scritta Supporters.

Il gruppo ha espresso un tifo discontinuo, ma comunque sufficiente, sempre condito dalla presenza dei classici bandieroni.

Molti i cori di stretta matrice ultras, cioè a favore del gruppo e della maglia, senza alcun riferimento a questo o quel giocatore e senza farsi influenzare dal risultato.

Totale indifferenza con la tifoseria massese, che anch'essa ha sfoderato uno striscione al veleno contro il Questore (che forse dovrebbe studiare modi più moderni di gestire l'ordine all'interno dello stadio) e contro le Forze dell'Ordine, che - per quanto ci riguarda - volevano farci togliere lo striscione ed il disturbo molto prima del fischio finale, proprio quando la partita stava vivendo i momenti più concitati e stavamo per raggiungere una vittoria storica.

Tra l'altro, sempre per restare in tema, la Questura di Massa è proprio quella che è diventata famosa per un caso ai limiti dell'incredibile, cioè per aver diffidato un giovane tifoso della Carrarese dopo che lo stesso era stato assolto per non aver commesso il fatto a seguito di giudizio direttissimo. O da quelle parti i giovani sono piuttosto turbolenti (ma non c'è sembrato) oppure sono fondate le lamentele dei tifosi bianconeri ed è il caso che la Polizia si dia una calmata...  [ il resto in versione cartacea ]

 

MATERIALE

Continua la vendita del materiale del gruppo. Come scriviamo da alcune domenica sciarpa e felpa sono destinate solo alle persone davvero intenzionate a dare un contributo attivo alla vita di curva. Noi non siamo interessati a facili guadagni, non c’interessa il numero di materiale che vendiamo, ma invece pretendiamo che chi acquista il nostro materiale abbia un comportamento "ultras" e condivida in modo autentico il nostro pensiero, anche nel rispetto di chi anche durante la settimana si fa il culo per migliorare il tifo.

 

SPECIALE D.A.S.P.O - 1° puntata

Premesso che dovrebbe essere compito dei Carabinieri di Gubbio (che sappiamo leggono questa fanzine) organizzare conferenze o incontri sul tema - così come accade nelle scuole superiori in materia di educazione stradale o di prevenzione sul tema delle sostanze stupefacenti - spieghiamo in termini molto approssimativi come funziona la c. d. "diffida". Si tratta di ...  [ il resto in versione cartacea ]

 

C O M U N I C A Z I O N I

> Questa fanzine è aperta al contributo di tutti: chiunque desideri scrivere in merito ad un argomento legato al mondo ultras, ci mandi un articolo per posta elettronica o lo porti allo stadio, evitando di scrivere e di tirarci in ballo su quel cazzo di muro di Gubbiofans. Chiunque voglia collaborare alla stesura di queste pagine è ben accettato.

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