INFEROCITI GUBBIO
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FANZINE
anno 1 - numero 3 --- 09/10/2005
PENSIERI DI CURVA : NE' GIALLA NE' GRIGIA !
Il Mercoledì di Gubbio-Spal e Domenica scorsa per la trasferta di Reggio, ognuno di noi ha potuto di notare le orrende maglie grigie che indossavano i nostri giocatori.
La Società - dal Presidente che ha il potere ed il dovere di vigilare su ogni aspetto del funzionamento societario, fino al magazziniere che quelle maglie le lava - dovrebbe vergognarsi per aver permesso che i giocatori della nostra città indossassero quegli indumenti che niente hanno a che fare con la Gubbio Calcio e che sputtanano l'ultimo baluardo della tradizione : le storiche magliette rossoblù.
Perchè prendersela tanto per una maglietta ?
Perchè il Gubbio è una società antichissima, nata addirittura nel 1910 ( tanto per rendersi conto, il Bellaria è nato nel 1994 e la Cuoiopelli solo dal 1945 ) e l'identità storico-culturale di una squadra di calcio si fonda prima di tutto sui colori della maglia, che identificano allo stesso modo la società, la città ed i suoi tifosi. Ad esempio, così come il termine giallorossi indica la Roma e i suoi tifosi, e nerazzurri sta per l'Inter , allo stesso modo...noi siamo i ROSSOBLU'. Nè i grigi e neppure i gialli. Noi siamo i rossoblù.
Quei colori che la Società ha abbandonato con tanta facilità sono stati ripresi direttamente dallo stemma cittadino, e nello stemma della città di Gubbio non c'è traccia nè di giallo nè di grigio.
Non c'era il grigio ( e neppure il giallo usato fino all'anno scorso per le altrettanto brutte seconde maglie targate Barbetti ) quando nel Settembre del 1910 Don Bosone Rossi fondò la prima squadra di calcio cittadina, dopo aver portato a Gubbio il primo pallone, da Roma, nella città dove aveva assistito ad una partita di calcio tra seminaristi inglesi. Roma, infatti, era all'inizio del secolo la città che ospitava le rappresentanze consolari e l'ambasciata inglese ed insieme a Genova - porto mercantile di importanza europea - era la città che ospitava il maggior numero di cittadini britannici, che ben presto introdussero in Italia il gioco del calcio
La prima squadra di calcio cittadina era una sezione della polisportiva SPES ed in breve adottò i colori dello stemma cittadino : il rosso ed il blù, adottando delle maglie che riprendevano le storiche casacche del Genoa, mitica squadra che dal 1898 al 1905 era stata 6 volte campione d'Italia. Rossoblù era il fortissimo Genoa d'inizio secolo e la casacca dei Campioni d'Italia venne copiata dalla squadra di Gubbio.
Pertanto la divisa del Gubbio deve essere una sola : rossoblù a quarti, con il blu scuro dalla parte sinistra ed il rosso dalla parte destra. Le maniche devono essere : rossa la sinistra e blu la destra. Il colletto deve essere in contrasto con i colori del petto e quindi uguali alle maniche. Il colletto originale era con la scollatura a "V" e lo stesso dovrebbe essere anche oggi. All'altezza del cuore deve essere posizionato lo stemma della società , che in pratica riprende i 5 colli dello stemma cittadino, mentre da qualche decennio c'è anche la stella d'argento conseguita per meriti sportivi.
La seconda maglia deve essere BIANCA, con una striscia orizzontale rossoblù.
Questa è la nostra maglia storica e non quella grigia, che è più simile alle ballette grigie della calce idrata superventilata !
La facciamo finita i nostri dirigenti con questo scimmiottamento di quanto di peggio c'è nelle serie maggiori, dove le maglie non hanno più i colori originari, dove i numeri sono 99, 79 ecc ( forse un giorno qualcuno sceglierà come numero 3,5 e via dicendo ) e dove anche l'arbitro non è più la "giacchetta nera".
Che senso ha fare la presentazione della squadra in stile Hollywood con fumogeni e le modelle, se poi manca la vera anima : la maglia rossoblù ? Che senso ha una dirigenza con il responsabile "marketing" o il "responsabile strategie" (?) quando poi la squadra va in campo con addosso una maglia inventata e senza senso ?
Basta ... togliete quelle maglie !
° ° °
Sul tema della maglia ecco una riflessione, che prende spunto da un articolo di giornale
"C'era rispetto per la maglia. Quasi una sacralità". Erano gli anni '50 e Luciano Tessari, portiere della Roma, riassumeva così il senso di quel pezzo di stoffa che indossava ogni domenica. Da allora le cose sono molto cambiate e le maglie, quelle legate ai colori della tradizione, sono sotto attacco.
Oggi i colori sono diventati "optional" legati al cambio di sponsor e alle esigenze di mercato. Ma i tifosi non ci stanno. E si mobilitano.
Era il novembre del 2002, quando l'allora presidente del Napoli, Salvatore Naldi, gelava le proteste dei sostenitori partenopei: "E' impossibile ritornare alle maglie azzurre. Si mettano l'animo in pace i tifosi napoletani. Per contratto dovevamo operare entro il 28 febbraio 2002 una scelta tra i modelli proposti dallo sponsor tecnico". La risposta dei tifosi del Napoli fu eloquente. Alla prima occasione le nuove maglie furono ritirate addosso ai giocatori.
A Parma invece le cose sono andate meglio. Dopo che gli Emiliani avevano sostituito negli anni Ottanta la maglia bianca con croce nera per passare al gialloblù in ossequio allo sponsor "Parmalat" ( prima bianca con spalline gialloblù, poi completamente gialloblù a righe ), dall'anno scorso i parmensi sono tornati ad indossare la maglia bianca con la croce nera, vessillo storico di Parma. Una vittoria per quei tifosi del gruppo "Potere Crociato" che per anni - anche quando il Parma era in vetta all'Europa - hanno lottato per un ritorno all'antico.
Al momento, comunque, la confusione è massima: il Bologna, elimina il blu e sembra il Piacenza ; L'Inter, in Champions, sostituisce il nero con il grigio.
E poi c'è Roma, dove la rivolta dei tifosi contro le nuove maglie, ha assunto proporzioni notevoli. In pratica, dopo aver visto le nuove proposte dalla Diadora, l'iniziativa è stata fulminea ed è partito così un tam tam internettiano che si è subito allargato a macchia d'olio. E l'appello ha collezionato migliaia di adesioni: "La Roma ha due colori: il giallo-oro e il rosso pompeiano. Riteniamo intollerabile che la nostra squadra giochi sempre con la maglia nera o di qualsiasi altro colore quando non ce n'è bisogno. Riteniamo insopportabile che la seconda maglia non abbia i nostri colori ma presenti, su sfondo bianco, una striscia giallo-nera". Nella stagione 2004-05 la Roma ha giocato di più con maglie di altri colori che non con la propria: in Champions ha giocato solo in bianco e in nero, in coppa e nelle trasferte di campionato scende in campo con altri colori".
Il veemente appello della Curva Sud sembra però aver fatto breccia sulla Diadora che si è detta "disponibile" a tenere in considerazione le proteste dei tifosi a partire dalla prossima stagione.
Da Roma a Genova, con un passo indietro. Stagione 2001/2002: la società e lo sponsor lanciano un sondaggio per stabilire le nuove maglie del Genoa. Vince la tradizione. E dunque, maglia rigorosamente rossoblù per le partite casalinghe e ripristino dell'antica divisa bianca con striscia orizzontale con i colori sociali per le trasferte. Oggi i tifosi genoani del "Circolo San Giorgio", molto attenti alla salvaguardia del patrimonio storico e culturale del Genoa Cricket & Football Club avvertono: "La maglia da gioco, rappresenta un caposaldo dell'essere genoano.. La casacca rossoblu e prima ancora quella bianca a fasce orizzontali, sono il riassunto estetico della nostra storia ultracentenaria e vanno difese soprattutto oggi. Il football ha perduto il suo essere sport ed è stato stravolto nella sua iconografia a vantaggio di logiche commerciali.
Alla maglia sono legati visceralmente tifosi genoani di tutte le età e fa piacere che i più giovani di noi reclamino con forza una divisa quanto più simile a quella "ideale" affinchè si sappia una volta per tutte che intendiamo andare allo stadio per vedere i nostri giocatori con la vera maglia del Genoa indosso e che rifiutiamo i surrogati attuali e le maldestre reinterpretazioni volute da sponsor e da personaggi generalmente incompetenti "
E che dire dell'eloquente messaggio che gli ultras del Foggia hanno mandato al nuovo patron della squadra, che ha ideato le nuove maglie dei rossoneri pugliesi ( invece che a righe verticali, oggi sono diventate a quarti rosso-neri !!) ? "La nuova maglia ci fa schifo" hanno scritto i tifosi su uno striscione esposto in una delle ultime partite casalinghe del Foggia.
Ma chi pensa che il no allo stravolgimento dei colori sia esclusivamente legato al calcio si sbaglia. Anche i tifosi della pallavolo se la devono vedere con la potenza degli sponsor. Come è capitato alla squadra di pallavolo di Cuneo : erano bianco e azzurri, mentre i colori del nuovo sponsor sono bianco e verde. Il cambio delle maglie è stato immediato. Con buona pace delle proteste dei tifosi. Del resto, in certi sport, cambia nome ogni anno anche la squadra...
Comunicazioni
In occasione della partita Perugia - Torres giocata il 5 ottobre presenti una decina di elementi apparteneti ai Gubbio Supporters al fianco degli amici Sassaresi (UTS).
Il direttivo è sempre in attesa di novità per quanto riguarda la situazione della nuova curva. Non possiamo aspettare che una curva "cada dal cielo" dietro la porta : senza un progetto da presentare non possiamo pretendere nulla . Sollecitiamo chi ha conoscenza in questa materia a darci una mano
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